Playful UX: dal vecchio al nuovo passando per l’ExperienceCamp

A me gli Easter Egg piacciono. Visto che linkare è un po’ partire (e partire è un po’ morire, dicono i saggi), è giusto concedersi a volte qualche allegra digressione nascosta tra le pieghe del discorso. Proprio sull’ultimo post ho inserito, in maniera un po’ scanzonata, un link riguardante la LucasArts, famosissima negli anni ‘90 per le sua avventure punta&clicca irreverenti e divertentissime (Monkey Island e Grim Fandango su tutti).

Neanche  a farlo apposta Andrea Schiroli, altro Social Media Addicted come il sottoscritto, proprio oggi mi consegna un articolo che sembra battere un ferro ancora caldo: il gioco e le applicazioni con taglio ludico come elemento fondate della nuova User Experience. Ecco cosa scrive:

Videogiochi, chi o cosa sono costoro? Me ignorante, me non up-to-date.

Un saggio professore a lezione soleva dire: ”Fatti spammare di idee, ricevi tutto, non cancellare niente. Non ci sono limiti agli input che puoi ricevere dal web. Sappi filtrare bene l’informazione e vedrai che da questa massa di input, che all’apparenza possono sembrare frivoli, inutili e superficiali, trarrai un beneficio enorme, come un semplice e folle insight creativo che se rielaborato bene potrà agevolare la tua idea di business o diventare parte integrante della stessa”.

Ma come si filtra oggi l’informazione? Il raw material sicuramente non manca, occorre un preciso scalpello e tanta buona volontà.

Cè chi dagli status update di Facebook trae input, e perchè no? Follia pura? Non credo proprio! Lo stesso Einstein diceva: “Se in un primo momento l’idea non è assurda, allora non c’è nessuna speranza che si realizzi”. E quindi…che il gioco inizi.

Mi è capitato di riflettere appunto su uno status update di un caro amico che ha postato “Tiding up my room, I found my old GameBoy”. Ci fa pensare molto un feticcio di un recente (?) passato che se messo a confronto con il presente risulta enormemente inattuale. Oggi le frontiere dei videogiochi e delle consolle a cosa sono arrivate? E’ servito un sabato sera e dei preparativi lenti per darmi modo di “toccare con mano” una Xbox 360 .

In definitiva un nuovo modo di intendere il videogame, più sbilanciato verso l’aggregatore sociale, che si insinua prepotente ad usurpare il trono degli aggregatori stand-alone, senza un’applicazione ludica sottostante.  L’utilizzo della rete senza la rete, o perlomeno senza tutte le infrastrutture classiche attraverso le quali siamo abituati a pensare la rete: niente browser, niente domini, nessun ip. Solo un mucchio di menù a tendina tramite i quali è possibile giocare, interagire, noleggiare un film.   Per non parlare di quanto sono User Friendly, mi sono bastati pochi secondi per imparare.

Nuova frontiera e nuove sfide per la UX?

Queste le parole di Andrea…e voi? Cosa ne pensate?

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